Imprese, innovazione tecnologica, competenze digitali e dinamiche dei mercati del lavoro (SKILLS)

La digitalizzazione e l’innovazione tecnologica, insieme alla globalizzazione, al cambiamento demografico, all’immigrazione e alla terziarizzazione, sono tra i principali cambiamenti strutturali che negli ultimi quattro decenni hanno cambiato radicalmente la forma delle economie e dei mercati del lavoro dell’OCSE. La digitalizzazione può essere generalmente definita come “l’uso crescente e la messa in rete di dispositivi digitali associati a prodotti, servizi e processi” (Warning e Weber, 2018). Per rendere il termine, operativo, Warning e Weber considerano tre forme di digitalizzazione: il networking digitale nella catena interna di produzione o di servizi (digitalizzazione interna), il networking digitale con i fornitori o i clienti (digitalizzazione esterna) e l’uso di sistemi di apprendimento, anche nelle interazioni uomo-macchina. Come tale, la digitalizzazione è parte di un cambiamento tecnologico più ampio e di più lunga durata che pone una serie di sfide alle istituzioni del mercato del lavoro, ovvero alle politiche del mercato del lavoro e ai sistemi di generazione delle competenze (Eichhorst e Rinne, 2017).

L’obiettivo del progetto è quello di affrontare gli effetti che la digitalizzazione/nuove tecnologie hanno sul mercato del lavoro, sulle politiche del lavoro e sui relativi regimi di istruzione e di competenze (Hall, Soskice, 2001; Gallie 2007). Questo ampio obiettivo è suddiviso in due obiettivi di ricerca:

In primo luogo, un’analisi transnazionale dell’efficacia dei sistemi nazionali di istruzione dell’UE nel generare competenze digitali tra la forza lavoro e l’effettivo raggiungimento delle competenze digitali tra le diverse coorti che costituiscono l’offerta del mercato del lavoro dei paesi dell’UE considerati.

In secondo luogo, un’analisi sperimentale del grado in cui i datori di lavoro in specifici sistemi produttivi e istituzionali dell’UE (ad esempio l’Italia per l’UE meridionale; la Germania per il modello europeo centrale, corporativista, il Regno Unito per un regime produttivo liberale e un paese scandinavo per la specifica rilevanza di policy) richiedono competenze digitali, percepiscono un gap di competenze digitali nella loro forza lavoro e progettano meccanismi per correggerlo.

Questo progetto è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale. Le persone coinvolte nel progetto sono il Prof. Paolo Barbieri e Giorgio Cutuli.